Sbarco di Anzio

Sbarco di Anzio
parte della campagna d'Italia nella seconda guerra mondiale
Truppe e mezzi statunitensi sbarcano nel settore di Anzio, durante il lungo periodo di stallo operativo sulla testa di ponte.
Data22 gennaio-26 maggio 1944
LuogoCosta tra Anzio e Nettuno, Italia
EsitoVittoria degli Alleati
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
10 000 uomini al 22 gennaio[N 1]50 000 uomini e 5 000 veicoli al 23 gennaio[N 2]
Perdite
40 000:
5 000 morti
30 500 feriti o dispersi
4 500 prigionieri[1]
43 000:
7 000 morti
36 000 feriti, dispersi o prigionieri[1]
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Lo sbarco di Anzio (nome in codice operazione Shingle) fu un'operazione militare di sbarco condotta dagli Alleati sulla costa tirrenica antistante gli abitati di Anzio e Nettuno durante la campagna d'Italia nella seconda guerra mondiale. L'obiettivo di tale manovra era la creazione di una testa di ponte ad Anzio oltre lo schieramento tedesco sulla linea Gustav, in modo tale da aggirarla e costringere gli avversari a distogliere ingenti forze dal fronte di Cassino, permettendo così lo sfondamento della 5ª Armata del generale Mark Clark lungo il settore tirrenico della Gustav. In contemporanea, le truppe sbarcate ad Anzio avrebbero occupato i colli Albani, impedendo la ritirata delle divisioni tedesche: la loro distruzione avrebbe consentito di conquistare Roma e abbreviare la campagna.

Lo sbarco avvenne con successo il 22 gennaio 1944 a opera del VI Corpo d'armata statunitense, guidato dal maggior generale John Lucas; ma nel suo complesso l'operazione Shingle non raggiunse gli obiettivi iniziali prefissati. Le forze tedesche sotto il comando del feldmaresciallo Albert Kesselring, nonostante la sorpresa iniziale, riuscirono a bloccare l'iniziale avanzata del VI Corpo d'armata e a sferrare una serie di contrattacchi, che misero in seria difficoltà gli anglo-americani e costarono loro forti perdite. La lunga e logorante battaglia di posizione che seguì nell'area della testa di ponte continuò fino alla primavera successiva, quando i tedeschi furono costretti alla ritirata dopo il crollo del fronte di Cassino. Anche in questo caso, però, l'obiettivo principale, ossia la distruzione delle forze tedesche in Italia, non fu conseguito e i tedeschi in ritirata poterono sfuggire dalla morsa nemica e ridisporsi sulla Linea Gotica, baluardo che impegnò per mesi gli anglo-americani sugli Appennini.


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  1. ^ a b D'Este, p. 491.

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